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I.
L'èra dell'unità
Nel
1848 la Svizzera prese la coraggiosa decisione di compiere
l'importante passo di trasformare la Confederazione di Stati
in uno Stato Federativo. Fu cos“ uno dei primi paesi a intraprendere
quel processo di trasformazione degli stati nazionali attualmente
in atto nel mondo intero.
Intanto,
nella Persia di allora, nasceva la Fede bahá'í
proseguimento e compimento delle antiche rivelazioni religiose
ad annunciare l'inizio dell'èra dell'unità del
genere umano.
In
un secolo e mezzo il mondo si è trasformato più
rapidamente e più radicalmente che in tutti i millenni
precedenti. Nel campo della scienza, della tecnologia e delle
comunicazioni, straordinari progressi hanno permesso l'avverarsi
di sogni irrealizzabili, hanno aperto possibilità impensate,
hanno messo a stretto contatto continenti e culture cos“ lontane.
Nel contempo però sono sorti problemi economici, ecologici,
sociali e politici, risolvibili unicamente nella loro globalità.
L'umanità
si trova perciò divisa tra entusiasmi e scoraggiamenti,
fra speranze di pace e timori di annientamento totale. Entrambi
sembrano a portata di mano. Le popolazioni del globo sono
diventate una comunità che condivide la medesima sorte
e che deve innanzitutto imparare a vivere e ad agire come
società mondiale. E perché possano organizzare
il futuro con successo esse devono prendere sempre più
coscienza della loro unità organica.
Questa
crescente convinzione che l'umanità è una, può
essere un importante orientamento per la Svizzera che riflette
sull'avvenire. Dal punto di vista bahá'í tale
visione è perfettamente compatibile con la lealtà
e l'amore che essi nutrono per il proprio paese. Bahá'u'lláh,
Fondatore della Fede bahá'í, proclamando "l'unità
nella diversità" dice che essa è un tesoro prezioso
che salvaguarda e incoraggia le caratteristiche specifiche
dei popoli e delle culture. Sono oltre cent'anni che Egli
rivolse all'umanità le seguenti parole: "Questo pugno
di polvere, il mondo, è un'unica dimora per tutti,
lasciate che vi regni l'unità".
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